fbpx

SUDARE FA DIMAGRIRE?

Assolutamente no!!!

Credere che sudare ti faccia perdere grasso è assurdo. Questa tesi è stata  diffusa per anni da alcuni “esperti” di marketing, più che di fitness.

Nel tentativo di vendere qualche “miracoloso” prodotto o attrezzo, si è cercato  di convincere le persone che quelle goccioline che escono dalla pelle siano grasso disciolto. Spesso si vede gente correre utilizzando le fasce in neoprene per l’addome , o addirittura allenarsi con tute isolanti , pensando di fare qualcosa di buono per il proprio corpo.

In realtà non fanno altro che impedire la corretta sudorazione ed evaporazione del sudore, esponendosi a vari malesseri (colpi di calore, svenimenti, dispnea, problemi cardiocircolatori).

Leggi anche: IL RISCALDAMENTO PRE-GARA NELLE GIORNATE MOLTO CALDE

Perché sudiamo?

Se invece ci ponessimo la semplice domanda del perché si suda quando fa caldo o ci alleniamo, ci accorgeremmo che il grasso  non viene minimamente chiamato in gioco. Il mio consiglio per eliminare il grasso in eccesso è quello di seguire un allenamento ben progettato ed un regime alimentare che sia studiato sulla base delle tue  personali esigenze.

Per poter spiegare la funzione del sudore, è necessario definire che cos’è la termoregolazione  corporea, un concetto chiave affinchè tu comprenda il senso di questo breve saggio.

Il corpo umano è stato progettato per lavorare alla temperatura di 37°C  ;  qualsiasi perturbazione a questo equilibrio termico è contrastato da complessi meccanismi di termoregolazione. Il controllo della temperatura si avvale di sistemi complessi capaci di percepire e rimediare a variazioni anche minime pari a meno di 0,5°C.

L’evaporazione dell’acqua dalla cute provvede ad eliminare , in condizioni di riposo, circa il 20-25% del  calore prodotto dalle reazioni biochimiche indispensabili per la vita, ma in condizioni di attività fisica, l’evaporazione contribuisce ad eliminare il 75-80% del calore.

Al termine di una maratona, per esempio, la temperatura interna di un maratoneta può raggiungere anche i 40°C , molto vicina ai limiti di utilizzo del sistema nervoso: limite oltre il quale si verificano danni alle proteine. In condizioni di attività fisica con temperatura ambientale elevata, si possono perdere da 1 a 2 litri ogni ora.

Il cervello, a livello dell’ipotalamo anteriore e dell’area preottica, percepisce la riduzione di acqua circolante e stimola la sensazione della sete. Questo accade quando il livello di idratazione si riduce dello 1-2 % .

Tuttavia il livello di disidratazione che induce la sete è diverso da soggetto a soggetto e talvolta si rischia di arrivare a  -3% , quando è ormai troppo tardi per impedire gli effetti iniziali della disidratazione.

Il mio consiglio è:

È opportuno cercare di anticipare lo stimolo della sete , arrivando ad assumere piccole quantità di acqua  in maniera più frequente durante l’arco dell’intera giornata. La tecnica più semplice e facile per misurare l’idratazione è quella di misurare il peso del soggetto. La differenza di peso prima e dopo una gara\allenamento è utile per calcolare la quantità di acqua da reintegrare.

Per definizione , si considera che 1 grammo di peso corrisponde a 1 ml di liquidi , e nell’esperienza comune viene di solito consigliato un reintegro di 1,5 litri per ogni kg di peso perso.

Il tessuto adiposo

Se analizziamo la composizione chimica di un adipocita  (la cellula che costituisce il tessuto adiposo che si vuole eliminare),  vediamo che esso è completamente anidro, cioè privo di acqua, o meglio ancora è composto al 90% da una unica grossa goccia lipidica che spinge gli organelli in prossimità della membrana cellulare. Il nostro corpo difficilmente si priva del liquido intracellulare, perciò se pensiamo alla  bassa percentuale di acqua contenuta all’ interno degli adipociti, risulta difficile credere che il corpo se ne possa liberare tramite la semplice sudorazione.

Per approfondire l’argomento:COS’E’ E COME PROMUOVERE IL DIMAGRIMENTO LOCALIZZATO

Cosa contiene il sudore?

Il sudore è formato fondamentalmente da acqua ed elettroliti: sodio, cloro, potassio e magnesio. Gli elettroliti si definiscono come le sostanze prodotte in una soluzione elettricamente conduttiva e disciolte in un solvente polare come l’acqua. Gli elettroliti del corpo umano  sono sostanze disperse nei liquidi fisiologici, intra ed extracellulari, tra cui: citosol, interstizi, matrice cerebrospinale, plasma / siero sanguigno, fluido linfatico .

Esse non solo tendono con forza all’equilibrio negli stessi compartimenti, ma interagiscono anche tra ambienti biologicamente separati da tessuti, cellule e quindi membrane. Alla base dell’omeostasi, quindi della salute e della vita stessa, c’è proprio il controllo e lo sfruttamento degli elettroliti da parte dell’organismo.

L’uomo acquisisce gli elettroliti con la dieta e corrispondono, o fanno parte, di quelli che generalmente definiamo sali minerali.

Il sodio è l’elettrolita principale che si trova nei fluidi extracellulari e il potassio è il principale elettrolita intracellulare .

A cosa servono gli elettroliti?

Entrambi sono coinvolti nell’equilibrio dei liquidi e nel controllo della pressione sanguigna.

Tutte le forme di vita superiori conosciute richiedono un equilibrio elettrolitico sottile e complesso tra gli ambienti intracellulari ed extracellulari.

Sia il tessuto muscolare che i neuroni sono considerati i tessuti elettrici del corpo.

I muscoli e i neuroni sono attivati ​​dall’attività elettrolitica tra il fluido extracellulare o interstiziale ed il liquido intracellulare.

Ad esempio, la contrazione muscolare dipende dalla presenza di calcio (Ca2 +), sodio (Na +) e potassio (K +).

Senza livelli sufficienti di questi elettroliti-chiave, possono verificarsi anomalie come la debolezza muscolare o le contrazioni involontarie anche gravi .

Negli esseri umani, l’omeostasi degli elettroliti è regolata da vari ormoni come i cosiddetti antidiuretici, l’aldosterone e gli ormoni paratiroidei.

Gli elettroliti mediamente più carenti sono il magnesio e il potassio.

In conclusione

E’ perciò consigliabile incrementare il consumo di verdura, frutta ,  latte, semi oleosi e bevande sportive.

Bene, credo di averti fornito un breve ma significativo quadro sull’argomento, vorrei perciò  lasciarti con una domanda:

pensi ancora che indossare il k-way e correre sotto il sole per sudare di più possa essere vagamente utile?

Se l’articolo ti è piaciuto e se pensi ti sia stato utile, non esitare a lasciarmi un commento. In tutti i casi ti ringrazio per l’attenzione che mi hai dedicato



Iscriviti alla nostra newsletter!

Per ricevere subito il nostro e-book gratuito “L’Alimentazione dello Sportivo” e per rimanere sempre informato sui nuovi articoli, video didattici, piani alimentari pubblicati sul nostro blog!





Leggi l'informativa sulla privacy

Lascia un commento