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La Palestra:un rimedio contro la Vecchiaia

Tempo di lettura: 5 minuti

E’ il primo giorno in palestra per la signora Maria.

Prima di allora non ne aveva mai vista una dall’interno, fatta eccezione per quelle volte in cui aveva accompagnato sua nipote a lezione di danza.

Maria lavora in ufficio e ovviamente si occupa anche delle faccende domestiche.

Da ragazza non ha mai avuto una grande passione per l’attività motoria e per lo sport in genere.

Tuttavia quel giorno, è lunedì ( perché è sempre lunedì quando si inizia in palestra), Maria si è messa in testa di fare qualcosa per la sua schiena.

Gli acciacchi della vecchiaia iniziano a farsi sentire.

Infatti  non  è certo lì per caso, anzi è stata quasi costretta dal suo medico curante al quale si è rivolta per il suo mal di schiena.

Il medico, dopo aver escluso patologie gravi, le aveva consigliato di iniziare a svolgere attività motoria invece di prendere farmaci, non solo come prevenzione ma anche come terapia per tutti i disturbi legati alla vecchiaia, tra cui anche il mal di schiena.

Pur non essendo stata una sportiva da giovane, Maria non ha sofferto di grossi problemi di salute.Tuttavia, si sa, gli anni passano per tutti, Maria inclusa.

Ma che cos’è esattamente la vecchiaia?

Sembra una domanda stupida ma penso che poche persone sappiano  le vere cause ed effetti dell’invecchiamento.

Non esiste una definizione univoca di vecchiaia. Diversi autori hanno dato la propria definizione.

A me piace pensare che l’invecchiamento non esista, o meglio che rappresenti quel percorso che porta ad incontrare i propri limiti biologici.

Consiste in quella successione di cambiamenti biologici, psicologici ma anche sociali che, dopo aver superato l’età dei massimi risultati ( per esempio nello sport) , determinano un progressivo declino delle funzioni fisiologiche del nostro organismo, dopo la fase riproduttiva della vita.

Pero’ ricorda che i cambiamenti dell’invecchiamento  non sono sinonimo di  malattie.

Rotzsch, ha fissato il limiti biologici degli uomini a 115-120 anni.

Significa che potenzialmente i nostri organi, tessuti e cellule potrebbero funzionare per moltissimi anni ancora.

Ma ti sei mai chiesto perché bisogna necessariamente invecchiare?

Quali sono le cause che portano al declino delle nostre funzioni fisiologiche?

Le teorie degli scienziati

Lasciatelo dire, ci sono diverse teorie in merito.

Alcuni autori sostengono che la vecchiaia sia un processo genetico programmato. Un po’ come gli iphone, con l’unica differenza che non possiamo comprare un copro nuovo, dobbiamo prenderci cura di quello che abbiamo, qualunque esso sia.

Possiamo semplificare dicendo che il processo estremamente complesso che porta alla produzione delle proteine, ad un certo punto produce degli errori.

Strehler sostiene che tutto inizia nel meccanismo di riparazione del nostro DNA,  che con il passare degli anni diventi inefficiente, provocando di fatto un’alterazione della sintesi proteica.

Altri autori sostengono che questo errore risieda invece nella lettura incompleta del mRNA che trasporta le informazioni dal DNA al ribosoma.

Di certo sappiamo che una forte accelerazione al processo di invecchiamento la diano i radicali liberi.

I radicali liberi

Possono essere definiti come specie chimiche reattive che hanno un singolo elettrone spaiato in un’orbita esterna ( ).

Questa configurazione instabile crea energia che viene rilasciata nel nostro organismo, attraverso reazioni con molecole adiacenti, come proteine, lipidi, carboidrati e acidi nucleici. La maggior parte dei radicali liberi che danneggiano i sistemi biologici sono radicali liberi dell’ossigeno, e questi sono più comunemente noti come “specie reattive dell’ossigeno” (ROS).

Il corpo prende ossigeno molecolare e lo usa per produrre energia attraverso la fosforilazione ossidativa nei mitocondri; questo ed altre reazioni metaboliche, generano radicali liberi che impongono stress ossidativo su proteine, DNA e lipidi.

Questo danno viene spesso definito “stress ossidativo“. Gli effetti dannosi dei ROS sono bilanciati dall’azione degli antiossidanti, alcuni dei quali sono enzimi presenti nel corpo. Nonostante la presenza del sistema di difesa antiossidante della cellula per contrastare il danno ossidativo da ROS, il danno ossidativo si accumula durante il ciclo di vita ed è genera malattie cardiovascolari, cancro, disturbi neurodegenerativi e altre condizioni croniche.

Un contributo importante per la lotta ai radicali liberi, è dato dalle verdure.

Si suppone che le azioni preventive sulle malattie e sul cancro, derivino dal fatto che le verdure contengano molti antiossidanti nutrizionali e una grande quantità di antiossidanti non nutrizionali come i flavonoidi tra i quali:

  • Quercitina.
  • Beatine.
  • S-metil cisteina.

I flavonoidi esercitano benefici effetti sulla salute, agendo come antiossidanti, antivirale, anticancro, antinfiammatorio e antiallergico.

Approfondisci l’argomento:COME CUCINARE LE VERDURE IN MODO SANO

Inoltre un lungo studio scientifico condotto sulle scimmie Rhesus, i cui geni coincidono per il 94% con quelli umani, ha dimostrato come una riduzione alimentare del 30% allunga e migliora la vita.

Vecchiaia: si può rallentare

Insomma tutte queste teorie hanno come unica conseguenza, il decadimento funzionale dei nostri organi.

Non andrò nel dettaglio a descrivere le modificazioni anche morfologiche subìte dai nostri organi durante gli anni che passano, ma voglio mettere in evidenza come tutto questo catastrofico scenario, può essere rallentato.

Dal punto di vista sportivo, il peggioramento della prestazione riguarda soprattutto la velocità, la forza rapida e la mobilità articolare per l’appunto.

Ricorda che l’attività motoria e sportiva, specifica per ogni fascia di età, è il più potente dei farmaci contro la vecchiaia.

L’allenabilità si conserva per tutta la vita  e, a tutte le età, le persone allenate superano le persone non allenate.

L’allenamento infatti influenza le capacità funzionali dell’organismo umano più dell’età cronologica.

Mi piace ricordare che un’attività motoria sottovalutata e nello stesso tempo completa da molti punti  di vista e che aiuta a mantenersi  giovani, è il ballo.

I molteplici movimenti nello spazio in condizioni che cambiano continuamente, rappresentano un addestramento notevole e complesso della coordinazione, con dosaggio ottimale del carico.

Ma torniamo a noi,  Maria è fortunata ad avere un medico generico così saggio. Alle ore 19:00 è lì in reception a compilare il noiosissimo modulo di iscrizione.

È di buon umore, i timori iniziali si dissolvono davanti al sorriso della segretaria che le ispira da subito fiducia.

Poco dopo è già in sala per conoscere il suo istruttore di educazione posturale.

Si chiama Domenico, ed ha alle spalle già diversi  anni di pratica ma soprattutto un percorso di studi rivolto all’analisi posturale.

Maria racconta brevemente la sua storia, Domenico la ascolta attentamente e le fa altre domande per capire al meglio la sua situazione

Subito dopo il primo approccio conoscitivo, Domenico chiede alla sig.ra Maria di eseguire qualche test posturale.

La mobilità delle anche

anziani che eseguono esercizi di ginnastica
Non trascurare gli esercizi di mobilità

Domenico capisce subito che il mal di schiena di Maria è da attribuirsi ad una vita troppo sedentaria e di conseguenza è causato da una scarsissima mobilità della colonna vertebrale.

Nulla di grave.

Forse è capitato anche a te di avere mal di schiena e di prendere antinfiammatori anche locali per calmarlo?

Forse il mal di schiena era cosi’ insistente che hai dovuto fare ricorso i raggi x o alla risonanza magnetica per escludere  danni vertebrali?

E che cosa accade spesso in questi casi? Succede che scopri che hai una piccola protusione discale, che in realtà è asintomatica cioè che non è la causa reale del tuo mal di schiena, ma nonostante tutto ti ostini a prendere antinfiammatori.

Domenico tiene molto al fatto che Maria capisca la necessità di fare esercizi  in palestra che a volte possono sembrare monotoni, ma che la aiuteranno tantissimo.

Le spiega che non ha nulla di grave , che ha solo bisogno di mobilità e di un rinforzo muscolare corretto.

I muscoli infatti fungono da salvavita frenando di fatto tutti quei movimenti dannosi per la colonna.

Se queste strutture perdono forza e resistenza, perdono questa capacità e conseguentemente ogni movimento della schiena diventa rischioso.

E non è tutto, una motivazione importante che causa il comunissimo mal di schiena è la scarsa mobilità delle anche.

Imparare a utilizzare le anche, significa caricare meno forze sulla schiena.

Maria sembra ascoltare il suo istruttore con interesse. È decisa a non avere più mal di schiena.

Terminata la sua prima lezione, Maria corre a casa per tuffarsi nuovamente nelle faccende domestiche ma questa volta con uno spirito diverso e con la convinzione di aver imboccato la strada giusta per la sua salute.

Fonti dell’articolo: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2684512/



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