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COSA CONOSCI DEL TUO PIEDE?

Tempo di lettura: 5 minuti

Ti sei mai chiesto a cosa serva il piede oltre alla deambulazione?

Forse non hai mai dato tanta importanza al tuo piede ma se sei uno sportivo dovresti leggere quello che ho da dirti in merito.

Le funzioni del piede

Il piede é il pilastro sulla quale si appoggia tutto il corpo.

Riceve e trasmette le informazioni.

E’ un vero e proprio organo che si è evoluto nel corso di milioni di anni, cercando di avere come obiettivo quello di percepire il tipo di terreno sul quale stiamo camminando.

La sua funzione è quella di dare delle informazioni al sistema nervoso centrale per far adattare i muscoli di tutto il corpo alla superficie di appoggio.

Bene, forse ti starai chiedendo: se c’è una soletta che separa la pianta del piede dal terreno, come fa a recepire vibrazioni, consistenza e acutezza del terreno?

Hai fatto centro!

La soletta delle scarpe è una vera e propria trappola per il nostro sistema recettoriale, in quanto la gomma assorbe tutte le forze.

Il questa maniera il piede non riconosce il tipo di terreno sul quale deve muoversi e questo implica che le forze saranno trasferite su tutto l’arto, senza che il sistema nervoso abbia percepito le caratteristiche di queste forze di interazione che il terreno esercita sulla pianta del piede.

Inoltre la scarpa non permette alla fascia plantare di stirarsi e rilasciarsi, questo implica che la deambulazione non sarà efficiente.

Ricordiamo che per noi umani la deambulazione è un atto ritmico, che non dovrebbe consumare energia, in quanto il sistema fasciale agisce come un elastico, caricando e sprigionando energia.

 

Un po’ di anatomia

Il piede è una struttura con una architettura molto complessa, possiede 28 ossa, 33 articolazioni, 112 legamenti, controllati da 13 muscoli intrinseci e 21 intrinseci articolati tra loro e che gli permettono di modificare la sua forma e di adattarsi ad ogni tipo di terreno.

È inoltre un organo di senso perchè possiede dei recettori capaci di informare il sistema nervoso centrale sul tipo di terreno sul quale si sta effettuando la deambulazione.

Sulla cute, infatti, ci sono diversi nervi sensitivi (recettori), ognuno dei quali ha un compito ben preciso:

I principali recettori e le loro funzioni:

  • Nocicettori: Acuto e smussato
  • Termocettori: Caldo e freddo
  • Propriocettori: Stiramento
  • Meccanocettori (Tattile): Forma, consistenza, vibrazione.

I Meccanocettori a loro volta si dividono in:

  1. -Dischi di Merkel: 2 punti di discriminazione divisi da 1 mm
  2. -Terminazione di Ruffini: Assenti nei primati (stiramento della pelle)
  3. -Corpuscoli di Meissner (vibrazione a bassa frequenza)
  4. -Corpuscoli di Pacini (vibrazione ad alta frequenza <300 Hz).

L’architettura del piede permette di formare la volta plantare, questa è tenuta da legamenti, muscoli e fasce, che nella statica, ha la capacità di caricare le forze in precisi punti.

La volta plantare è tenuta anche dalla fascia plantare detta aponeurosi plantare.

Si tratta di una struttura fibrosa che si porta dalle teste metatarsali al calcagno.

A cosa serve?

Ti è mai capitato di camminare velocemente e avvertire dolore lungo la tibia?

Questo fenomeno viene spiegato dal fatto che il sistema fasciale non è in grado di assorbire le forze, e queste verranno assorbite da muscoli e periostio (lo strato esterno dell’osso) provocando dolore.

Se consideri che il 90% dei Meccanocettori è contenuto nella fascia (Terminazioni di Ruffini e Corpuscoli di Pacini), puoi ben capire come madre natura ci abbia donato il sistema-piede non solo per fini meccanici, ma per molte altre funzioni sensoriali.

Purtroppo le nostre scarpe causano rigidità, blocchi articolari, inibizioni muscolari (Tibiale posteriore, tibiale anteriore i più comuni).

Quindi meglio allenarsi senza scarpe?

Assolutamente no…

Anche se abbiamo appena detto che è più naturale essere il più vicino possibile al pavimento, dobbiamo fare i conti con i cambiamenti strutturali che le calzature hanno prodotto nel tempo.

I tessuti del nostro corpo si adattano ad ogni situazione: se abbiamo bisogno di essere forti, i muscoli si adatteranno velocemente (3-6 settimane), i tendini i legamenti e le fasce si adatteranno e si inspessiranno nella direzione della tensione in 6-8 mesi, le ossa e le fasce nel loro insieme si rimodelleranno dopo esser sottoposti allo stesso carico per 2 anni.

Quindi per passare da un scarpa tradizionale a una differenziale o scalzi, bisogna aspettare il tempo di conversione dei tessuti.

Se non vuoi rischiare infortuni e sei deciso nel cambiare il tuo modo di muoverti,  inizia a camminare con scarpe minimal per correre solo dopo due anni.

Lo sapevi che…

Ad ogni passo, il tuo sistema piede assorbe attraverso i suoi recettori, delle vibrazioni pari a 1,5 volte il peso del tuo corpo durante la deambulazione, a 5 volte il proprio peso durante la corsa e a 10-12 volte il tuo peso durante un balzo.

Queste vibrazioni entrano nel corpo in meno di 50 ms e sono percepite dalla parte plantare del piede e dal sistema miofasciale.

Hai presente come si comporta un elastico?

Bene, la fascia si comporta proprio così, tirandosi e rilasciandosi ha la capacità di portare via le sostanze di rifiuto e di caricare le forze generate dalle fasi pre-propulsiva del passo e di rilasciarle facendo eseguire il passo in maniera economica; una rigidità della fascia plantare porterà a compensi di tutto l’arto inferiore e non solo.

Leggi anche: Tendine di Achille infiammato: potrebbe essere una questione di mobilità?

Che cosa si rischia?

La fascite plantare è un esempio di quello che abbiamo appena detto: la fascia plantare si irrigidisce, l’articolazione sotto-astragalica va in eversione (valgismo del retropiede), questo significa che il tuo unico modo di effettuare la propulsione è attraverso il gastrocnemio, che tra l’altro è un muscolo potentissimo, ma ha anche il compito di portare in valgismo il calcagno.

Anche stare troppo tempo in piedi porta a uno stress della fascia (come per i parrucchieri ed i baristi).

Ad ogni passo, il sistema fasciale non avrà possibilità di caricare forza elastica, e di conseguenza trasformarla in energia cinetica, questo porterà a una infiammazione della fascia plantare, che non avrà più la possibilità di eseguire i suoi compiti.

In caso di rigidità della fascia plantare, il mio consiglio è quello di massaggiarsi energicamente la pianta del piede attraverso l’utilizzo di una pallina da tennis per rilassare i muscoli della pianta del piede e mandare via le sostanze di rifiuto.

Il piede è un organo affascinante, è direttamente collegato con la catena frontale profonda, con la catena laterale, con la catena crociata e con il diaframma.

Non men o importante è il legame con la psiche di ognuno di noi, avere un piede attivo non è solo sinonimo di benessere posturale, significa stare bene con se stessi, per questo motivo il nostro obiettivo, in quanto esperti del movimento, non è quello di togliervi le scarpe, ma quello di farvi camminare scalzi con le scarpe.

Se l’articolo ti è piaciuto, se hai domande non esitare a lasciarmi un commento.

In tutti i casi ti ringrazio per l’attenzione che mi hai dedicato.

 

 

 



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