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SPORT VISUAL TRAINING E BIOFEEDBACK PER PRESTAZIONI ECCEZIONALI

Tempo di lettura: 6 minuti

Quante volte ci siamo soffermati a pensare che le prestazioni sportive superlative dei nostri atleti preferiti fossero dovute esclusivamente a delle doti innate?

Siamo portati a pensare che questi atleti siano dei talenti naturali e che addirittura possano eccellere in tutte le discipline sportive.

Tuttavia recenti studi scientifici, hanno dimostrato che quest’abilità innata non è estendibile nella stessa misura ad altre discipline (sportive e non), ma che sia invece limitata al proprio dominio di competenza.

sport visual training e biofeedback

Leggendo questo articolo apprenderai:

  1. cosa accade al nostro sistema nervoso centrale quando si mette in moto il processo di elaborazione dell’informazione e quindi quando impariamo una nuova abilità.
  2. cos’è l’allenamento visivo (Sport Vision Training) e come può essere utilizzato in ambito sportivo.
  3. cos’è il Biofeedback

Come accade il miracolo dell’apprendimento?

Miliardi di neuroni intervengono costantemente nel farci capire e apprendere gli stimoli esterni.

Essi sono capaci di creare collegamenti sinaptici sempre più raffinati e deputati al progresso, all’ evoluzione della macchina umana.

Gli studi scientifici hanno confermato l’enorme plasticità delle prestazioni cognitive umane nel regolare attivamente fattori motori, fisiologici, neurali e anatomici.

Si verificano importanti adattamenti di carattere neuronale durante l’acquisizione di competenze.

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cellula nervosa

Il Riconoscimento visivo

Tra le forme di apprendimento, Il processo di riconoscimento visivo in medicina, è stato correlato ai movimenti oculari registrati durante l’acquisizione di competenze specifiche.

Per esempio è stato osservato che tennisti di elite osservano il tronco e le spalle dell’avversario per anticipare la palla da giocare.

Al contrario tennisti di medio livello, concentrano il loro focus visivo sulla testa dell’avversario.

L'allenamento sport visual migliora la performance
l’allenamento visivo nel tennis

Studi scientifici dimostrano che l’uomo sfrutta in media dal 40% al 60% delle proprie capacità visive, quindi mediante un training mirato è possibile raggiungere un miglioramento significativo delle prestazioni. Infatti piccole differenze nella percezione visiva possono determinare grandi miglioramenti nel rendimento sportivo.

Una limitazione visiva comporta per esempio la ripetizione degli stessi errori durante la competizione, la difficoltà nel giudicare la posizione della palla o di un oggetto, la perdita di concentrazione, il lento recupero di una corretta visuale dopo l’esposizione luminosa.

In questo contesto si inserisce una nuova metodica che consente di migliorare le capacità visive degli atleti di tutte le discipline sportive e in particolare in quelle in cui la velocità della palla ha un ruolo centrale: Lo Sport Visual Training

Lo Sport Visual Training è una scienza che si rivolge agli atleti che vogliano incrementare le proprie abilità visive e sportive.

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Le abilità visive necessarie per una performance di alta qualità:

  1. acuità visiva dinamica: cioè la capacità di vedere bene gli oggetti mentre si muovono velocemente;
  2. percezione della profondità: cioè la capacità di valutare le distanze degli oggetti e di muoversi agevolmente nello spazio tridimensionale;
  3. movimenti saccadici: la possibilità di eseguire una scansione rapida del giocatore o della palla, spostando l’attenzione in modo rapido, accurato e efficace;
  4. integrazione centrale e periferica: la capacità di monitorare e interpretare cosa accade nello spazio periferico mentre si è concentrati su uno stimolo centrale;
  5. coordinazione occhio-mano, la quale aiuta gli atleti ad anticipare e colpire con precisione una palla in rapido movimento.

Alcuni studi presenti in Letteratura affermano che circa i 2/3 delle informazioni che il cervello riceve provengono dal sistema visivo ed è stato inoltre dimostrato che la velocità e la precisione dei movimenti dipendono dalla qualità della percezione visiva.

Risulta pertanto evidente che difetti o perdita del campo visivo possano impedire una corretta coordinazione occhio-mano.

Come migliorare le capacità visive

La base scientifica su cui si fonda questo tipo di training è la plasticità cerebrale del sistema nervoso centrale, che permette dunque il potenziamento della funzione visiva.

In questo articolo ti voglio parlare di uno studio scientifico nel quale sono state utilizzate apparecchiature di biofeedback basate sulla risposta corticale (CRT), in grado di stimolare le vie ottiche e la corteccia cerebrale del lobo occipitale, sede della funzione visiva.

Cos’è il biofeedback?

Il biofeedback è un sistema di monitoraggio volontario di alcune funzioni fisiologiche che vengono gestite dal sistema nervoso autonomo e che pertanto sfuggono al controllo cosciente della persona.

Quali sono?

  • Frequenza cardiaca e sua variabilità
  • tensione muscolare
  • onde cerebrali (neuro-feedback)
  • pressione sanguigna
  • ansia da prestazione
  • dolore ed fatica

I primi esperimenti di Biofeedback cominciarono negli Stati Uniti negli anni quaranta, in ambito clinico.

Solo recentemente l’interesse per questa tecnica si è spostata verso il miglioramento della prestazione sportiva.

Ma come funziona il Biofeedback?

Hai presente le macchine ospedaliere per monitorare la funzioni e i parametri vitali?

Si traccia un profilo base delle variabili fisiologiche che si vogliono indagare dell’atleta in condizioni di riposo e prima del training.

Successivamente l’atleta viene collegato a speciali sensori in grado di rilevare, in tempo reale, il livello d’attività delle funzioni fisiologiche monitorate, che vengono osservate  in  tempo reale dall’atleta su un grande monitor.

Ciò, costituisce il “feedback” che riceve l’atleta per imparare in modo consapevole le risposte fisiologiche del suo organismo ad un determinato stimolo.

Lo studio scientifico richiamato in questo articolo, ha utilizzato la metodologia del Biofeedback basato sulla risposta della corteccia occipitale (Cortical Response Training, CRT)

Durante la seduta di allenamento l’atleta deve fissare un oggetto target posto al centro del monitor, dove scacchi bianchi e neri alternano la loro polarità con una frequenza prestabilita di 8Hz.

Il feedback è rappresentato da un segnale sonoro a toni variabili e da un segnale visivo che varia in base all’ampiezza della risposta. In questa prova è fondamentale la collaborazione attiva dell’atleta.

Sottoponendo l’atleta a questo tipo di allenamento neuronale si riesce a migliorare una serie di abilità dipendenti dalle proprie capacità visive. Tramite il CRT l’atleta si sottopone a una metodica con la quale impara gradualmente a riconoscere, controllare e incrementare la propria “risposta corticale” (sede della funzione visiva) ponendola sotto il proprio controllo volontario, e quindi ad influenzare attivamente le proprie capacità visive.

Lo studio scientifico

Sono stati selezionati 20 atleti di cui 10 praticanti arti marziali, 5 pugili e 5 golfisti, con un’età compresa tra i 22 e i 50 anni. I criteri di selezione per la popolazione di studio sono stati: miopia, ipermetropia e astigmatismo non superiori a ±3 diottrie, acuità visiva (naturale o corretta) non inferiore o pari a 9/10 per occhio, assenza di qualsiasi tipo di patologia riguardante l’apparato visivo.

Miglioramenti

Al termine delle 10 sedute, 18 atleti su 20 hanno apprezzato un netto miglioramento soggettivo ed oggettivo delle proprie capacità visive, presentando un aumento dell’acuità visiva, un aumento della sensibilità al contrasto, ed una maggiore velocità di reazione e di coordinamento. Solo due di essi che nel corso del trattamento non sono mai riusciti a controllare il segnale sonoro e il target visivo, non hanno manifestato alcun tipo di miglioramento, né soggettivo né oggettivo

Conclusioni

Lo Sport Visual Training, ed il Biofeedback in modo particolare, non sono ad oggi regolarmente applicati all’interno dei programmi finalizzati a migliorare la prestazione sportiva.

Molti atleti ed allenatori, infatti,  no ne conoscono l’importanza e le potenzialità nell’ambito dei processi di apprendimento sportivo.

Riassumendo, in questo articolo ho cercato di dare un filo logico a degli argomenti correlati tra loro a mio avviso complessi per i non addetti ai lavori.

Il processo di apprendimento ha come conseguenza la plasticità neuronale, che implica la nascita di milioni di nuove terminazioni nervose specializzate a svolgere quella funzione particolare che le ha generate.

Questo è particolarmente vero nella metodica del  Biofeedback  che permette  di controllare alcune funzioni fisiologiche che generalmente non controlliamo e che eseguiamo automaticamente sotto il controllo del sistema nervoso autonomo (si chiama autonomo per questo motivo).

Facciamo un esempio:

la pressione sanguigna è regolata infatti dal sistema nervoso autonomo. Di fatto nessuno può decidere da un momento all’altro di alzare o abbassarla a piacimento.

In particolare, tranne nei casi patologici gravi che non auguro a nessuno, non abbiamo la percezione di quello che succede dentro il nostro corpo quando sale o scende la nostra pressione sanguigna.

Se tuttavia, utilizziamo un macchinario che rileva ed emette un segnale acustico e/o visivo ogni volta che cambia la pressione sanguigna, beh allora possiamo:

  • divenire consapevoli degli stati d’alterazione fisiologica in corso associati all’aumento della pressione sanguigna;
  • associare le sensazioni interne fisiche e psicologiche alle alterazioni fisiologiche segnalate sul monitor;
  • imparare a controllare i livelli d’attivazione delle strutture nervose la cui iper-attivazione ed iper-reattività causano l’innalzamento della pressione.

Il Biofeedback applicato all’allenamento produce gli stessi risultati.

Lo Sport Visual Training, crea quelle variazioni nervose utili al potenziamento delle capacità visive dell’atleta e lo fa nello studio scientifico citato, osservando l’attivazione della propria corteccia occipitale che, come detto è la sede delle nostre funzioni visive.

Se l’articolo ti è piaciuto, se hai domande non esitare a lasciarmi un commento!

 

Fonti:

Visual training: neuro-visual enhancement in athletes  MED SPORT 2017;70:282-7 DOI: 10.23736/S0025-7826.17.03179-9

http://www.francescofanottoli.com/sport-vision/

http://www.ifefromm.it/rivista/2013-xx/1/comunicazioni/articolo_biagioli.pdf

“il cervello dell’atleta: studi neuroanatomici strutturali, funzionali e tecnica di Biofeedback”

 



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