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L’atleta è visto da tutti come espressione della salute a cui tutti dovrebbero aspirare. Sappiamo tutti che l’attività fisica rappresenta un aspetto della vita quotidiana importante per promuovere la salute ed agire in maniera preventiva nei confronti di numerose patologie.

In questo articolo ti dimostrerò (studi scientifici alla mano) che non è sempre così. Soprattutto quando si parla di sport agonistico e nella fattispecie nei confronti del ciclismo e del calcio. Sono sotto gli occhi di tutti le modificazioni fisiche e morfologiche indotte dalle diverse discipline sportive praticate in maniera agonistica.

L’influenza dello sport sul corpo

Molti ignorano quelle modificazioni fisiologiche che lo sport provoca all’interno dell’organismo. E non tutte queste modificazioni sono benefiche. Gli sport possono essere classificati a seconda delle modificazione indotte o sul profilo muscolare o su quello cardiovascolare di un atleta (Mitchell 2005).

Possono inoltre essere classificati secondo le ripercussioni che il peso corporeo provoca all’organismo. In quasi tutti gli sport agonistici si verifica un incremento della densità minerale ossea (BMD). Ciclismo e calcio sono sport ad alto impatto dinamico ma con un impegno statico elevato per il primo e basso per il secondo.

Calciatori e ciclisti: uno studio

In uno studio scientifico sono stati messi a confronto 32 calciatori e 24 ciclisti professionisti appartenenti agli stessi team, con l’obiettivo di misurare le modificazioni indotte dagli allenamenti intensi giornalieri.

Infortuni per calciatori e ciclisti
Infortuni per calciatori e ciclisti: chi rischia di più?

L’inizio del test è stato fatto coincidere con l’inizio della stagione agonistica. In particolare sono state valutate:

  1. La composizione corporea con antropometria, plicometria, bioimpedenziometria.
  2. La densità minerale ossea attraverso l’utilizzo dello strumento diagnostico DXA.
  3. L’efficacia a breve termine della supplementazione di vitamina D via orale.

Gli atleti appartenevano allo stesso team e quindi erano sottoposti agli stessi allenamenti. In merito alla composizione corporea, sono state misurate diverse grandezze dirette come

  • altezza.
  • peso.
  • circonferenze corporee.
  • pliche cutanee.
  • massa magra.

La percentuale di massa grassa è stata rilevata con il plicometro, quella magra con la BIA (bioimpedenziometria), la densità minerale ossea con la DXA che permette di calcolare il rapporto tra superficie valutata e il contenuto minerale.

Attraverso questa metodica radiologica possiamo evidenziare la presenza di tessuto osseo, muscolare o adiposo in quanto ogni componente corporea possiede diverse densità in ordine decrescente:

  1. Osso.
  2. Muscolo.
  3. Adipe.
  4. Acqua.

Obiettivo della ricerca

L’obiettivo dello studio scientifico è stato quello di valutare sia le modificazioni indotte dagli allenamenti intensi giornalieri che l’efficacia di una terapia farmacologica a breve termine di vitamina D. A tal fine sono stati effettuati prelievi del sangue con lo scopo di ricercare la concentrazione sierica di vitamina D e calcio, all’inizio del test, dopo 3 mesi e dopo 6 mesi.

Risultati dello studio

Differenze nei parametri antropometrici

Non sono stati evidenziati valori eclatanti. Le pliche dei calciatori (professionisti) erano prevedibilmente maggiori rispetto ai ciclisti ma questo non si traduceva necessariamente in una maggiore % di massa grassa distribuita su tutto il corpo. I ciclisti invece, facevano registrare valori più elevati di BCM (massa cellulare).

Differenze nei valori di mineralizzazione ossea

Le maggiori differenze tra i due gruppi di studio si sono registrate nella misurazione dei valori di mineralizzazione ossea. I ciclisti infatti hanno avuto valori inferiori non solo rispetto ai calciatori, ma anche nei confronti dei valori normali.

Effetti della somministrazione di vitamina D

Gli esami ematochimici hanno evidenziato un calo di concentrazione di vitamina D e valori di Calcio inferiori alla norma, dopo 3 mesi di pratica sportiva. In seguito a supplementazione per due mesi di vitamina D, questa è ritornata alla normalità, mentre il calcio è rimasto ai limiti inferiori.

Al termine del periodo di studio e dopo 3 mesi dalla sospensione della terapia anche il calcio è ritornato ai valori normali. Tuttavia dopo 6 mesi dalla supplementazione di vitamina D, i valori di densità ossea nei ciclisti sono ancora sotto il valori di normalità.

Conclusioni

Anche la pratica sportiva agonistica può nascondere delle insidie.

La semplice valutazione dell’altezza, peso, circonferenze, etc. fornisce informazioni parziali e a volte fuorvianti. Bisognerebbe quindi sempre prendere in considerazione metodiche di valutazione degli atleti, che possano valutare la diversa composizione corporea, considerata le diverse densità specifiche dei tessuti.

Infortuni per calciatori e ciclisti
Infortuni per calciatori e ciclisti

Lo studio ha dimostrato inoltre, la correlazione tra ridotta densità ossea e calo della concentrazione sierica di vitamina D sceso sotto i valori normali. Un calo della concentrazione di calcio sceso sotto i valori normali si è verificato solo in 4 ciclisti.

Nonostante la terapia a base di vitamina D, che si è effettivamente normalizzata dopo 2 mesi di somministrazione, l’analisi della densità ossea non è andata di pari passo. Ciò significa che la densità ossea migliora con un ritardo importante rispetto alla normalizzazione dei valori di vitamina D e Calcio nel sangue.

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Cosa fare per limitare danni

Per questo motivo, se sei un ciclista, dovresti abbinare al ciclismo la pratica di un’attività fisica come il fitness o l’allenamento funzionale in palestra. Che prevedono un maggior carico a livello osseo-scheletrico tale da determinare un aumento della tua attività osteoblastica.

Pedalare per diverse ore al giorno diminuisce la tua attività di produrre matrice ossea. Non meno importante è la nutrizione corretta, che terrà in maggiore considerazione i cibi ricchi di vitamina D e calcio. Solo successivamente si consiglierà di procedere con le supplementazioni farmacologiche.

Possiamo quindi concludere che i ciclisti devono prestare molta attenzione alla propria salute ossea e questo vale soprattutto per i giovai atleti, allo scopo di preservarli da facili fratture e dall’insorgenza precoce di osteoporosi. Se l’articolo ti è piaciuto, se hai domande non esitare a lasciarmi un commento.

Fonti dell’articolo

Medicina dello sport VOL.71 N. 01 Body composition analysis as a healt index in cyclists



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